La Maison du Rhum

Posted: 20th novembre 2017 by adminspirito in RUM

Salve

Ultimamente in molti ci hanno contattato per chiederci lumi e pareri (e sul perchè non avevamo scritto ancora niente) delle Ultime Serie di Rum uscite sul mercato.

Il motivo è che siamo stati molto impegnati negli ultimi 2 mesi (il perchè lo abbiamo scritto nel post precedente) ed infatti, sempre per gli stessi, non abbiamo potuto partecipare ai vari RumFestival (Roma/Milano) con il nostro consueto spazio degustazione dedicato alle Bottiglie Rare. Cercheremo di recuperare con il prossimo anno e con le prossime edizioni, stiamo lavorando ad un paio di progetti davvero coinvolgenti ed interessanti, interamente dedicati ai (pochi) collezionisti & veri appassionati di Rum che ci sono in Italia. Per Milano potremmo già recuperare con l’edizione di Febbraio 2018 che per pura coincidenza cade nei giorni del nostro compleanno, ma ancora non ne siamo sicuri in quanto nello stesso periodo abbiamo un altro impegno.

Ultimamento, almeno in base al numero di Mail che riceviamo (praticamente ogni giorno in buona quantità) sembra che questo settore sia in piena crescita anche qua nello stivale. Ci permettiamo un unico consiglio in materia ai nuovi virtuosi che si affacciano in questo mondo: il confine tra appassionati/collezionisti & rivenditori/speculatori è davvero molto labile (ad una osservazione superficiale potrebbe sembrare che “tutti fan così, quindi perchè anch’io non dovrei farlo!?!”) quindi attenti a dove mettete i piedi.

Noi siamo la dimostrazione vivente che “non speculare paga”. Da sempre abbiamo acquistato le bottiglie x il solo piacere di berle e di condividerle con tutte le altre persone che avevano le medesime passioni (credo che almeno 2/3 di quelli che leggono queste pagine sanno bene a cosa ci riferiamo) rinunciando fin da subito all’accumulazione per il solo scopo di rivendita. Eppure malgado questo atteggiamento abbiamo finito per raccogliere lo stesso  tantissime etichette, arrivando a mettere in piedi un assortimento di tutto rispetto. Non so spiegarlo a parole, ma è come “se le bottiglie ti venissero a cercare” e a noi piace pensare che questo succede proprio perchè le abbiamo sempre trattate con rispetto e non le abbiamo mai trasformate in oggetto di speculazione di nessun tipo. Perdonateci il Teorema Filosofico alla Castaneda, qualcuno probabilmente si sarà fatto una grassa risata in proposito, ma va bene così.

Torniamo al motivo di questo Post :

Stamani ci è arrivata da La Maison du Rhum la mail che presenteva la loro serie di Imbottigliamenti di Rum. Non sappiamo bene al 100% cosa c’è dentro (Rum Aged Continental o Tropical Aged, Sugar Free o No, Coulorant Free o No, ecc..) ma dobbiamo ammettere che la serie delle Etichette e la Scatola di Legno rifatta sui vecchi modelli di una volta è davvero bellissima. Ce ne siamo innamorati al primo sguardo.

Sul Loro Sito potete trovare tutta la serie al completo, per quanto riguarda le cose che abbiamo lasciato in sospeso sopra (tipo di invecchiamento, zucchero, caramello, ecc..) lascio a qualcuno di voi, se ne avrà voglia, il compito di rispondere. Contattando l’azienda o in altro modo non è difficile venirne a capo.

Anzi facciamo così, chi vorrà dare le risposte ai 3 quesiti rimasti in sospeso, riceverà in omaggio (il primo che risolverà i 3 dubbi) a sua scelta un Copioso Sampler di :

  • St. James 1885
  • West Indies 1948 by Samaroli

Buona Caccia!!

  1. Federico Rossi ha detto:

    Si tratta di edizioni limitate, di singoli stati. Blend/vatted a seconda dello “stile” che caratterizza l’isola. Aging tropical, “lavorati” (con aggiunta di caramello e/o melasse a seconda delle Maison).

  2. Cookie_Monster ha detto:

    Salve, ho contattato direttamente l’imbottigliatore dal sito che avete allegato. Non si sono sbilanciati troppo se non che: i rum sono per la maggior parte tropical aged, mentre alcuni hanno subito sia invecchiamento tropicale che continentale. Non ci sono aggiunte di zucchero o caramello.

    • Federico Rossi ha detto:

      Buona sera, francamente mi viene difficile pensare che “aziende” come Diplomatico e Botran(Zacapa..) mettano in commercio prodotti senza alcun “aiutino”. Poi al prezzo a cui vendono queste selezioni. Sicuramente è una bella idea di marketing raggruppare diversi stili(Maison o Distillerie..) con annesse spiegazioni sui diversi alambicchi utilizzati in un’unica collezione accessibile a tutti.

  3. Cookie_Monster ha detto:

    Buonasera, al contrario di quello che si può pensare fra gli indipendenti, a meno che additivi non siano stati aggiunti prima dell’invecchiamento (alcuni demerara, ad esempio) si trovano di solito prodotti non adulterati anche provenienti da distillerie note per maneggiare molto i propri prodotti. Quanto al prezzo, sono in linea con i recenti rilasci della serie Transcontinental Rum Line de la maison du whisky.

  4. adminspirito ha detto:

    Avete detto cose esattieentrambi. Di solito tra gli indipendenti non ci sono aggiunte di zucchero/Caramello anche se in verità questo succede più spesso di quanto si pensi (soprattutto per il Caramello). Molti continuano ad utilizzarlo perchè il consumatore medio è convinto che + scuro + vecchio + buono.
    Ancora non siamo venuti a capo dell’invecchiamento in maniera usauriente (purtroppo le cose che hanno riferito sono un pò “complesse”, tanto x restare in tema).
    Se nessuno riesce a risolvere questo Enigma in maniera completa procederemo lo stesso all’assegnazione (è giusto premiare ogni sforzo per la conoscenza e la ricerca della verità).
    Francesco

  5. Federico Rossi ha detto:

    Io non ho la convinzione di sapere la “verità assoluta”. Ma a quella “fascia di prezzo” non credo che sia possibile trovare prodotti non zuccherati/mellassati/”glicerati”/colorati /”aiutati”.
    La Linea Transcontinental è decisamente più ampia e costa di più facendo una media di tutti i prodotti commercializzati. Bella l’idea della scatola di legno (per eventuale “regalo di Natale”…….!! Visto il periodo in cui han deciso di uscire sul mercato ), carina l’idea dei sottobicchieri. Ma guardano una fascia di clientela “troppo ampia” per potersi immaginare prodotti “difficili” da degustare come può essere un no sugar. E anche sull’invecchiamento tropical (dalle indicazioni riportate nessuno fa invecchiamento Continental/tropical..) pensando all’angel share/gradazione più tutte le variabili del caso secondo me ci potrebbero essere delle incongruenze. Il problema è che questo blog crea a noi “lettori incalliti” aspettetive molto alte all’uscita di nuovi prodotti………….. Aimè…. Un saluto… Federico

  6. Cookie_Monster ha detto:

    Beh, sull’imbottigliamento della Martinica possiamo stare sicuri in quanto la produzione è sotto disciplinare (al massimo pochissimo caramello per correggere il colore) e anche su quelli delle altre isole francofone in quanto seppur prive di disciplinare, sono molto attenti a fare prodotti di qualità (con le dovute e sempre presenti eccezioni). Quanto all’invecchiamento purtroppo non ho trovato molto di più. Da qui in avanti sono mie supposizioni. A ben vedere però tra gli altri indipendenti sempre i rum in stile francese sono tutti tendenzialmente invecchiamento tropicale, sempre più o meno in quella fascia di prezzo. Tenderei anche a dire di questi ma ovviamente la certezza non c’è, essendo tutti a grado ridotto. Sul Trinidad (Angostura) e St. Lucia ho i miei dubbi. Il sito di riferimento li indicizza come tropical, ma decisamente a quel prezzo direi di no (vero che sono entrambi distillati da colonna). Anche per loro sull’adulterazione tenderei ad essere tranquillo, sono ex colonie inglesi e sono molto ligi pure loro (vedere Jamaica, Barbados etc). Gli unici su cui ho davvero dubbi e su cui concordo con Federico sono il Botran, il Diplomatico e il Colombia, che non sembrerebbero essere che identici ai prodotti della distilleria, solo rebrandizzati. Purtroppo non riesco ad ottenere informazioni più concrete sull’investimento (non vorrei fossero vaghi apposta). Quanto all’eventuale adulterazione l’unica è fare la prova dell’idrometro.

  7. Federico Rossi ha detto:

    Concordo anch’io pienamente con te sulle isole francofone. Non intendevo comunque dire che tutti siano stati “trattati” uguali ci mancherebbe.. Un saluto..

  8. adminspirito ha detto:

    Buongiorno….
    Vedo che la discussione ha preso campo….. delle volte un incentivo è sempre utile.
    Come ho scritto ieri avete ragioni entrambi perchè la realtà del rum è molto complessa.
    Oltre il 90% del Rum prodotto nel mondo in realtà è spesso di bassima qualità, realizzato con le stesse metodologie/impianti con cui noi realizzaziomo Alcol Buongusto.
    Inoltre viene prodotto in tutto il mondo, spesso in paesi dove è difficile organizzare un controllo qualitativo.
    Prendiamo la Martinica come esempio : è una delle poche realtà che ha un disciplinare AOC riconosciuto, molto rigido, infatti non prevede l’utilizzo di Zucchero/Caramello eppure un paio di anni fa qualcuno (un normale consumatore), facendo analizzare una bottiglia di Rhum Agricol che aveva acquistato nel suo paese (di una determinata Distilleria) l’ha trovata piena di zucchero & caramello.
    Anche i migliori produttori di rum, famosi per una alta qualità riconosciuta dal mercato, utilizzano nei loro imbottigliamenti discrete quantità di Zucchero/Caramello (vedi ElDorado del Demerara, ma lo stesso discorso vale per i Jamaica, Barbados, ecc…).
    L’idea dello Zucchero/Caramello Free nasce proprio con gli Imbottigliamenti Europei, cioè quei paesi come l’ UK che acquistavano grandi quantità di barili appena distillati, li importavano nel loro paese e li lasciavano maturare senza aggiungerci niente.
    Però vi posso assicurare che ci sono molti imbottigliatori indipendenti che utilizzano caramello x dare un colore + scuro al loro prodotto (ed anche altro).
    Negli ultimi anni, grazie ad un mercato in continuo fermento ed una crescita consapevole del consumatore (che vuole capire di più e si aspetta prodotti migliori dal punto di vista qualitativo) si è iniziato a dare la giusta importanza anche a questo aspetto.
    E probabilmente per il futuro le cose continuearanno a migliorare sempre di più!!

  9. Cookie_Monster ha detto:

    Cercando cercando, con l’ultimo “aggiornamento” dell’AOC (2014) l’uso di caramello e chips di legno per colorare è esplicitamente ammesso e più o meno regolato, anche se i più scettici pensano che possa permettere l’uso di caramello come dolcificante. Metto link qua sotto:

    http://cocktailwonk.com/2017/06/the-unabridged-english-language-martinique-rhum-agricole-2014-aoc.html

    • adminspirito ha detto:

      Il Caramello lo si usa esclusivamente come colorante. Non lo si può usare come Dolcificante perchè il gusto del Caramello (zucchero bruciato) tende all’amarognolo. Si può fare uno scirippo di Zucchero Cotto (succo di canna cotto/concentrato) da usare come dolcificante ma quella è un altra cosa. Un esempio nostrano è il Vino Cotto che si usa nel mondo del Marsala (ma non solo) per dolcificare il Vino. Trattasi di Vino Cotto/concentrato che diventa molto dolce. Buffa da cui acquistiamo il Marsala ogni anno ce ne manda una cassa in omaggio (non è in vendita, ce ne manda qualche bottiglia perchè sa che ci piace). Ha un concentrato zuccherino altissimo di 800g/Litro. Sul gelato o su alcuni dolci è davvero fantastico.

  10. Federico Rossi ha detto:

    Concordo anche sul concentrato…. La sua bottiglia gentilmente concessa è dimezzata….

  11. Federico Rossi ha detto:

    Visto che siamo entrati in una bella discussione,volevo porre un quesito abbastanza empirico. Quali sono le differenzei tra i rum che si sono succeduti nei vari decenni 70\80\90\00? Io, nella mia piccola esperienza, ho capito ( o almeno credo….. )che i 70 avevano un’acidità più marcata, rispetto agli 80. E man mano che ci avviciniamo verso i 90 si trova sempre meno acidità (più morbidi e dolci in tanti casi ). Questa cosa può dipendere da un maggior controllo delle fermentazioni? O è solo un’ adattamento delle Maison alle richieste dei mercati? GRazie a tuuti per la disponibilità.. Buona giornata..

    • adminspirito ha detto:

      Come abbiamo accenato nei precedenti il mondo del Rum è troppo ampio per pensare di ridurre le sue molteplici sfaccettature. Di sicuro è vero che i Rum “Dolciones” nascono negli anni90 sull’onda del successo dello Zacapa nel mondo. Credo che le fermentazioni in questo caso c’entrino ben poco. Comunque è una teoria interessante e se pensi di svulupparla ne puoi bubblicare qui le tue conclusioni.
      Un saluto
      Francesco

  12. Federico Rossi ha detto:

    A questa “teoria” diciamo che ci sono sono arrivato per gradi analizzando diverse tematiche. La prima su tutte è la “crisi che ha passato il rum nel corso del novecento, basti pensare a tutte le distillerie caraibiche che” fumavano” a fine 800(Guyana, Jamaica ecc..) e che via via sono state alcune unite, altre assorbite e moltissime altre chiuse. Il che significa che chiaramente le piccole distillerie(Pot Still o piccole colonne) /zuccherifici sono state soppiantate da distillerie che potevano permettersi più quantità di prodotto con meno costi di produzione/manodopera. (alambicchi d’acciaio a colonna) È via via che passavano i decenni le qualità organolettiche del rum diventavano sempre meno spigolose e difettose. E questo si collega alla seconda tematica che mi fa riflettere ogni qual volta lei recensisce un prodotto in cui non trova più quei difetti, quelle imperfezioni che contraddistinguevano proprio i “vecchi” stili di provenienza del rum. I tanto blasonati Caroni facendo una ricerca ho scoperto che anche li negli anni 80 sono stati installati alambicchi a colonna multiple impoverendo le qualità del rum. Paragonando gli Appleton 12 per fare un altro esempio, la versione nel decanter di ceramica(1975 +o -) e le nuove, si sentono chiaramente due modi diversissimi per produrre lo “stesso” rum. Adesso che i consumatori/appassionati stanno diventando sempre di più e sempre più esigenti sto notando un certo ritorno di pochissime etichette di “nicchia” ad “investire” in prodotti con una base più “acida” che comporta chiaramente più creazione di aromi in fase di fermentazione e più longevità del prodotto stesso. Ripeto……. È una mia teoria sulla base di quel poco che ho potuto cercare di conoscere/capire all’interno di questo mondo…. Mi piacerebbe sentire anche il parere di chi “questi decenni” li abbia sentiti di più e meglio rispetto me… La condivisione credo che sia il modo migliore per crescere e far crescere.. Grazie.. Buona notte..

  13. allnightworker ha detto:

    Hello,

    “La Masion du Rhum” is bottled by french importer / distributor Dugas (Diplomatico, Don Papa …), LMDW rivals. They simply selected barrels from the distilleries and didn’t treat them afterwards.
    The continental / tropical ageing depends on the distilleries habits (on the french parts is 100% tropical, others may vary, i don’t know where Botran stocks their barrels for export). I tasted the Diplo and apart from the 47% wich gives it a very little more power, it’s the same thing as always : sweetness, caramel coloured…I agree packaging is well designed, but for me these bottlings are only there to win a market share and not propose anything interesting. Peace

    • daniele ha detto:

      Urca …..io non vorrei andare troppo sullo specifico ma io il Saint Lucia lo ho aperto e cavoli è buono !! se poi ci mettiamo che costa 59 euro…
      Questo fà sega ( è un modo di dire ) a rum da 200 euro e più !! un millesimato 7y da 59 euro e per lo più buono !! fin troppo pochi quasi